[...] Sciame è, infatti, il titolo dell’opera, ogni ape, un multiplo creato dall’artista, prende il nome di Miracolosa. L’ape è l’insetto della trasformazione, in grado di suggere, metabolizzare e donare sotto forma altra.
Le api sono strettamente collegate alla storia della santa, precisamente al primo miracolo attribuitole: la guarigione di un contadino. Pietro Cavallucci, il suo biografo seicentesco, ispiratosi ad alcuni episodi della vita della santa, riportati su una tela quattrocentesca, a sei scomparti, molto danneggiata, scriveva: «Il quinto giorno dopo la sua nascita, mentre la piccola Rita riposa nella culla, posta nel giardino della casa paterna, delle api cominciano a entrare e uscire dalla sua bocca, senza pungerla. Un contadino, mietendo in un campo poco distante, si taglia profondamente una mano con la falce. L’uomo comincia a perdere molto sangue e lascia frettolosamente il lavoro in cerca d’aiuto. Nel passare accanto alla piccola Rita, si accorge delle api che le ronzano attorno al viso e fa un gesto con la mano per allontanarle. Nel ritirare la mano a sé, si accorge con stupore di essere guarito». Lucetta Scaraffia smentisce il Cavallucci, spiegando che dopo il restauro della tela, avvenuto nel 1925, essa diventa leggibile e si coglie quindi che il neonato presente non è Rita, ma un piccino salvato dagli insetti dalla santa stessa. Il collegamento con le api è comunque importante e simbolico nella ricostruzione della sua agiografia.
Manciocco è affascinato dalla santa, dal suo aspetto magico, dall’idea del volo, radente alla terra. È come una sorta di rito sciamanico. Klein è attratto dal vuoto, dal volo, che compie in una nota performance e, ancora una volta, il cerchio si chiude. Angela Madisani

 

Sciame (2016) Scultura. Disco in corian nero (Øcm177x5,5cm.) e api dorate.

Miracolosa

2016. Spilla scultura. 3,7x4x0,5cm.

(99 esemplari + 7 AP)

 

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